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Questões de Língua Portuguesa

Mais de 100 mil questões encontradas

  1. Questão 881

    ID 3394962

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Texto Literário

    Ano: 2024 Banca: CETAP - Centro de Extensão, Treinamento e Aperfeiçoamento Profissional Ltda Órgão: Prefeitura Municipal de Castanhal


    Marque o que não é correto afirmar sobre a literatura surda.

    Alternativas da questão 3394962
  2. Questão 882

    ID 3394936

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Derivação Sufixal

    Ano: 2024 Banca: Avança SP - Instituto Avança São Paulo Órgão: Prefeitura Municipal de Cabreúva


    Qual das classificações dos derivados a seguir condiz com a seguinte especificidade: palavra derivada+ sufixo. Ex.: port. ferrugem-ferruginoso; esp. villa> villanó> villanía.

    Alternativas da questão 3394936
  3. Questão 883

    ID 3394931

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Linguagem Não Verbal

    Ano: 2024 Banca: IGEDUC - Instituto de Apoio à Gestão e Educação Órgão: Prefeitura Municipal de Garanhuns


    Julgue os itens a seguir.



    As línguas de sinais não são universais; cada uma possui sua própria gramática e vocabulário, adaptando-se cultural e tecnologicamente ao seu contexto específico.

    Alternativas da questão 3394931
  4. Questão 884

    ID 3394930

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Notícia

    Ano: 2024 Banca: Fênix Instituto Ltda Órgão: Prefeitura Municipal de Rodeio


    Para responder às questões de 33 a 40, leia o texto abaixo.

    Marte: strati di ghiaccio spessi fino a 3,7 km sotto l’equatore

    Anche sotto l’equatore di Marte sono sepolte notevoli quantità di ghiaccio d’acqua. La scoperta si deve al radar Marsis, realizzato da Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo) in Italia, che si trova a bordo della sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa), da dicembre 2003 in orbita intorno al Pianeta rosso. Gli strati sono spessi fino a 3,7 chilometri e costituiscono la maggior quantità d’acqua trovata nella zona equatoriale. Ai Poli marziani già si sapeva dell’esistenza di strati di ghiaccio sotto la superficie, trovati da Mars Express nel 2005 dopo che l’anno prima erano stati rinvenuti depositi superficiali al Polo Sud.

    I nuovi dati

    Mars Express ha riesaminato l’area di Medusae Fossae, già esplorata quindici anni fa, che a suo tempo aveva fornito indizi di un possibile deposito sotterraneo di ghiaccio. I segnali ora ricevuti sono simili a quelli delle zone polari e indicano che i ghiacci nel sottosuolo sono ancora più spessi di quanto si pensasse. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Geophysical Research Letters. Lo strumento radar Marsis è stato realizzato da Thales Alenia Space a Roma e L’Aquila, mentre nello stabilimento di Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze) sono realizzati per Mars Express i sensori d’assetto che hanno guidato il satellite verso Marte e che contribuiscono a mantenerne il corretto posizionamento in orbita.

    Missioni future

    La nuova scoperta, insieme a quelle precedenti, apre nuove prospettive per la futura esplorazione di Marte da parte di missioni umane: infatti arrivare nella zona equatoriale è meno complicato dell’arrivo nelle aree polari. L’unico problema è che i nuovi strati di ghiaccio sono in profondità e non proprio vicini alla superficie.

    Fonte: https://www.corriere.it/scienze-ambiente/24_gennaio_18/marte-strati-ghiaccio-spessi-fino-37-km-sotto-l-equatore-dbc0a154-b61c-11ee-8131- eee5ee6b3690.shtml



    Quale frase dimostra l'uso di una congiunzione subordinata per parlare di una missione su Marte?

    Alternativas da questão 3394930
  5. Questão 885

    ID 3394913

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Texto de Divulgação Científica

    Ano: 2024 Banca: Fênix Instituto Ltda Órgão: Prefeitura Municipal de Rodeio


    Para responder às questões de 33 a 40, leia o texto abaixo.

    Marte: strati di ghiaccio spessi fino a 3,7 km sotto l’equatore

    Anche sotto l’equatore di Marte sono sepolte notevoli quantità di ghiaccio d’acqua. La scoperta si deve al radar Marsis, realizzato da Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo) in Italia, che si trova a bordo della sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa), da dicembre 2003 in orbita intorno al Pianeta rosso. Gli strati sono spessi fino a 3,7 chilometri e costituiscono la maggior quantità d’acqua trovata nella zona equatoriale. Ai Poli marziani già si sapeva dell’esistenza di strati di ghiaccio sotto la superficie, trovati da Mars Express nel 2005 dopo che l’anno prima erano stati rinvenuti depositi superficiali al Polo Sud.

    I nuovi dati

    Mars Express ha riesaminato l’area di Medusae Fossae, già esplorata quindici anni fa, che a suo tempo aveva fornito indizi di un possibile deposito sotterraneo di ghiaccio. I segnali ora ricevuti sono simili a quelli delle zone polari e indicano che i ghiacci nel sottosuolo sono ancora più spessi di quanto si pensasse. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Geophysical Research Letters. Lo strumento radar Marsis è stato realizzato da Thales Alenia Space a Roma e L’Aquila, mentre nello stabilimento di Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze) sono realizzati per Mars Express i sensori d’assetto che hanno guidato il satellite verso Marte e che contribuiscono a mantenerne il corretto posizionamento in orbita.

    Missioni future

    La nuova scoperta, insieme a quelle precedenti, apre nuove prospettive per la futura esplorazione di Marte da parte di missioni umane: infatti arrivare nella zona equatoriale è meno complicato dell’arrivo nelle aree polari. L’unico problema è che i nuovi strati di ghiaccio sono in profondità e non proprio vicini alla superficie.

    Fonte: https://www.corriere.it/scienze-ambiente/24_gennaio_18/marte-strati-ghiaccio-spessi-fino-37-km-sotto-l-equatore-dbc0a154-b61c-11ee-8131- eee5ee6b3690.shtml



    Perché la scoperta degli strati di ghiaccio sotto l'equatore di Marte è significativa per le future missioni umane?

    Alternativas da questão 3394913
  6. Questão 886

    ID 3394912

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Texto de Divulgação Científica

    Ano: 2024 Banca: Fênix Instituto Ltda Órgão: Prefeitura Municipal de Rodeio


    Para responder às questões de 33 a 40, leia o texto abaixo.

    Marte: strati di ghiaccio spessi fino a 3,7 km sotto l’equatore

    Anche sotto l’equatore di Marte sono sepolte notevoli quantità di ghiaccio d’acqua. La scoperta si deve al radar Marsis, realizzato da Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Leonardo) in Italia, che si trova a bordo della sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa), da dicembre 2003 in orbita intorno al Pianeta rosso. Gli strati sono spessi fino a 3,7 chilometri e costituiscono la maggior quantità d’acqua trovata nella zona equatoriale. Ai Poli marziani già si sapeva dell’esistenza di strati di ghiaccio sotto la superficie, trovati da Mars Express nel 2005 dopo che l’anno prima erano stati rinvenuti depositi superficiali al Polo Sud.

    I nuovi dati

    Mars Express ha riesaminato l’area di Medusae Fossae, già esplorata quindici anni fa, che a suo tempo aveva fornito indizi di un possibile deposito sotterraneo di ghiaccio. I segnali ora ricevuti sono simili a quelli delle zone polari e indicano che i ghiacci nel sottosuolo sono ancora più spessi di quanto si pensasse. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Geophysical Research Letters. Lo strumento radar Marsis è stato realizzato da Thales Alenia Space a Roma e L’Aquila, mentre nello stabilimento di Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze) sono realizzati per Mars Express i sensori d’assetto che hanno guidato il satellite verso Marte e che contribuiscono a mantenerne il corretto posizionamento in orbita.

    Missioni future

    La nuova scoperta, insieme a quelle precedenti, apre nuove prospettive per la futura esplorazione di Marte da parte di missioni umane: infatti arrivare nella zona equatoriale è meno complicato dell’arrivo nelle aree polari. L’unico problema è che i nuovi strati di ghiaccio sono in profondità e non proprio vicini alla superficie.

    Fonte: https://www.corriere.it/scienze-ambiente/24_gennaio_18/marte-strati-ghiaccio-spessi-fino-37-km-sotto-l-equatore-dbc0a154-b61c-11ee-8131- eee5ee6b3690.shtml



    Qual è la sfida principale menzionata nel testo riguardo l'utilizzo degli strati di ghiaccio per le missioni umane su Marte?

    Alternativas da questão 3394912
  7. Questão 887

    ID 3394877

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Variação Diatópica (Geográfica)

    Ano: 2024 Banca: FURB - Universidade de Blumenau Órgão: Secretaria da Educação de Santa Catarina


    "Seit 2007 sind Einwanderersprachen in 19 Gemeinden als Amtssprachen anerkannt und werden neben Portugiesisch in städtischen Schulen unterrichtet. In Pomerode, Santa Catarina, gibt es drei Amtssprachen: Portugiesisch, Deutsch und seit 2017 auch Pomeranisch. lm Jahr 2012 wurde Hunsrückisch zum historischen und kulturellen Erbe von Rio Grande do Sul erklärt."

    Quelle: Modelli, Laís. "A herança da imigração na fala do brasileiro." Deutsche Welle, 6. Mai 2019.

    Verfügbar unter:

    https://www.dw.com/pt-br/a-heran%C3%A7a-da-imigra%C3%A7%C3% A3o-na-fala-do-brasileiro/a-48572090. Zugriff am 17. Juli 2024.

    Initiativen zur Ko-Offizialisierung von Sprachen, sei es autochthon (einheimisch) oder allochthon (zugewandert), haben primär das Ziel, die sprachliche und kulturelle Vielfalt zu bewahren und zu fördern. lhre Hauptziele umfassen:

    (__)Kulturelle Bewahrung: Durch die offizielle Anerkennung einer Sprache versuchen Regierung und Gesellschaft, die mit dieser Sprache verbundene Kultur, einschließlich mündlich überlieferter Traditionen, Bräuche und Geschichten, zu schützen und am Leben zu erhalten.

    (__)Identität und Integration: Die Ko-Offizialisierung ermöglicht es den Sprachgemeinschaften von Minderheiten, sich wertgeschätzt und in das öffentliche Leben und das Bildungswesen einbezogen zu fühlen, was ihre Identität stärkt und ein Zugehörigkeitsgefühl fördert.

    (__)Bildung: In der Schule tragen sie zur Standardisierung der zu unterrichtenden Sprachen bei, was die pädagogische und kognitive Entwicklung fördert.

    (__)Sprachlicher Pluralismus: Die Förderung von Ko-Amtssprachen trägt zu einem vielfältigeren und inklusiveren soziolinguistischen Umfeld bei und erkennt an, dass die sprachliche Vielfalt ein wesentlicher Bestandteil des kulturellen Reichtums einer Nation ist.

    Was ist richtig (R) und was ist falsch (F) zu diesem Thema?

    Alternativas da questão 3394877
  8. Questão 888

    ID 3394801

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Anúncio

    Ano: 2024 Banca: Instituto Consulplan Órgão: Secretaria de Estado da Educação do Paraná


    Leggi l'annuncio e rispondi alle domande da 36 a 40.

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    (Adattato da: https://www.infojobs.it/offerte-lavoro.)



    Segna, tra le alternative proposte, quella corretta:

    Alternativas da questão 3394801
  9. Questão 889

    ID 3394760

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Decalque

    Ano: 2024 Banca: Instituto Verbena Órgão: Prefeitura Municipal de Rio Branco


    Leia o texto a seguir.

    "Decalque. Uma palavra ou expressão emprestada da língua-fonte, mas que (i) foi submetida a certas adaptações gráficas e/ou morfológicas para conformar-se às convenções da língua-fonte e (ii) não se encontra registrada nos principais dicionários recentes da língua-fonte, como corporativo no sentido de societário, empresarial."

    AUBERT, F., 1998, p.8.

    Qual é a característica essencial do decalque na tradução?

    Alternativas da questão 3394760
  10. Questão 890

    ID 3394757

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Artigo de Jornal

    Ano: 2024 Banca: Fênix Instituto Ltda Órgão: Prefeitura Municipal de Rancho Queimado


    TEXTO PARA AS QUESTÕES 35 A 40

    NATUR UND UMWELTDEUTSCHLAND

    Warum das Waldsterben in Deutschland gut sein könnte

    Kiyo Dörrer

    13.10.2024

    Deutschland verliert seine Wälder - und zwar rasant. Allein im Mittelharz sind wegen Schädlingen und Trockenheit über 90 Prozent aller Fichten schon tot oder sterben ab. Das könnte mittelfristig aber etwas Gutes haben.

    Eine Fahrt durch den Harz in Mitteldeutschland fühlt sich an wie eine Reise durch eine postapokalyptische Landschaft. Reihenweise graue, trockene, nackte Bäume ragen wie ein Meer aus dünnen Nägeln in den Himmel. Der jahrzehntealte Wald hier ist innerhalb weniger Jahre zu einem Baumfriedhof geworden. "Nirgendwo sonst in Mitteleuropa kann man die Klimakrise so erleben wie hier im Harz", sagt Roland Pietsch, Leiter des Nationalparks Harz.

    Nicht nur im Harz - die Wälder in ganz Deutschland leiden unter einer Kombination aus Dürren, Stürmen und invasiven Schädlingen, heißt es im jüngsten Bericht der Bundesregierung über den Zustand der deutschen Wälder.

    Ähnlich sieht es in Polen, Tschechien und in Skandinavien aus. Und doch halten manche Fachleute den Verlust von Nadelwäldern langfristig für positiv.

    Fonte: https://www.dw.com/de/warum-das-waldsterben-in-deutschland-gut-sein-k%C3%B6nnte-v1/a-70468962



    Welche Aussage macht der Text über den Harz?

    Alternativas da questão 3394757
  11. Questão 891

    ID 3394752

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Frases Verbais

    Ano: 2024 Banca: FUNCEPE - Fundação de Cultura e Apoio ao Ensino Pesquisa e Extensão Órgão: Câmara Municipal de Caucaia


    Leia a seguinte afirmação:

    “Nesse tipo de frase a expressão facial é neutra. Com relação à ordem dos elementos na frase, as duas mais comuns são: Sujeito + Verbo + Objeto [SVO] e Objeto + Sujeito + Verbo [OSV].”

    É CORRETO afirmar que o trecho faz referência a(s)

    Alternativas da questão 3394752
  12. Questão 892

    ID 3394686

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assuntos: Destinatário (Receptor, Ouvinte, Leitor)

    Ano: 2024 Banca: Fenaz do Pará Órgão: Secretaria da Educação do Estado da Bahia


    Em uma situação onde um intérprete está presente durante uma reunião, é comum que as pessoas se sintam confusas sobre quem dirige a palavra. É importante esclarecer essa dinâmica para evitar mal-entendidos.

    Quando há um intérprete de Libras presente, para quem você deve dirigir a fala?

    Alternativas da questão 3394686
  13. Questão 893

    ID 3394682

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Artigo de Jornal

    Ano: 2024 Banca: Fênix Instituto Ltda Órgão: Prefeitura Municipal de Rancho Queimado


    TEXTO PARA AS QUESTÕES 35 A 40

    NATUR UND UMWELTDEUTSCHLAND

    Warum das Waldsterben in Deutschland gut sein könnte

    Kiyo Dörrer

    13.10.2024

    Deutschland verliert seine Wälder - und zwar rasant. Allein im Mittelharz sind wegen Schädlingen und Trockenheit über 90 Prozent aller Fichten schon tot oder sterben ab. Das könnte mittelfristig aber etwas Gutes haben.

    Eine Fahrt durch den Harz in Mitteldeutschland fühlt sich an wie eine Reise durch eine postapokalyptische Landschaft. Reihenweise graue, trockene, nackte Bäume ragen wie ein Meer aus dünnen Nägeln in den Himmel. Der jahrzehntealte Wald hier ist innerhalb weniger Jahre zu einem Baumfriedhof geworden. "Nirgendwo sonst in Mitteleuropa kann man die Klimakrise so erleben wie hier im Harz", sagt Roland Pietsch, Leiter des Nationalparks Harz.

    Nicht nur im Harz - die Wälder in ganz Deutschland leiden unter einer Kombination aus Dürren, Stürmen und invasiven Schädlingen, heißt es im jüngsten Bericht der Bundesregierung über den Zustand der deutschen Wälder.

    Ähnlich sieht es in Polen, Tschechien und in Skandinavien aus. Und doch halten manche Fachleute den Verlust von Nadelwäldern langfristig für positiv.

    Fonte: https://www.dw.com/de/warum-das-waldsterben-in-deutschland-gut-sein-k%C3%B6nnte-v1/a-70468962



    Was beschreibt der Ausdruck Waldsterben im Text?

    Alternativas da questão 3394682
  14. Questão 894

    ID 3394646

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Regras Gerais

    Ano: 2024 Banca: Avança SP - Instituto Avança São Paulo Órgão: Prefeitura Municipal de Cabreúva


    Observe a sequência de verbos a seguir e destaque a alternativa que não condiz com um “verbo com concordância”.

    Alternativas da questão 3394646
  15. Questão 895

    ID 3394644

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Sinônimos

    Ano: 2024 Banca: Avança SP - Instituto Avança São Paulo Órgão: Prefeitura Municipal de Cabreúva


    Na língua de sinais, qual é a área da linguística responsável pelo estudo linguístico que abrange a relação de polissemia, sinonímia, antonímia e parônimos dos sinais?

    Alternativas da questão 3394644
  16. Questão 896

    ID 3394641

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Clareza

    Ano: 2024 Banca: Instituto ACCESS - ACCESS Órgão: Prefeitura Municipal de Domingos Martins


    Texto para as questões 36 e 37

    Scioglilingua italiani: difficili e divertenti

    Gli scioglilingua sono frasi ideate con lo scopo di risultare difficili da pronunciare e tale difficoltà è dovuta nell'uso della ripetizione dello stesso suono o di un ristretto insieme di suoni, che tendono a fare incespicare la lingua o a invertire le parole se pronunciate con una certa velocità. Ripetere gli scioglilingua aiuta a migliorare la dizione esercitando i muscoli e le articolazioni della bocca. Non sono solo importanti nelle balbuzie e nella dislessia, sono un valido strumento per noi tutti, come esercizio per esprimerci al meglio, per affermare il proprio carisma in un discorso pubblico e per qualcuno per allenare la voce di primo mattino.

    Il primo scioglilingua, o meglio la frase che più si avvicina a uno scioglilingua, risale all'antica Roma ed appartiene al poeta latino Quinto Ennio; è riportato in un frammento del primo libro degli Annales, che riguarda il ratto delle sabine durante i giochi ed è il seguente: “O Tito Tazio, tiranno, tu ti attirasti disgrazie tanto grandi!”. [...]

    (https://www.scuolissima.com/2016/02/scioglilingua-italiani.html)



    Prendendo in considerazione quello che dice il testo, segna l’unica affermazione corretta.

    Alternativas da questão 3394641
  17. Questão 897

    ID 3394608

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Discurso Indireto Livre (Misto)

    Ano: 2024 Banca: Instituto Consulplan Órgão: Secretaria de Estado da Educação do Paraná


    Leggi la novela “Libertà” di Giovanni Verga sotto riportata e rispondi alle domande da 18 a 32.

    LIBERTÀ di Giovanni Verga

    La novella uscì originariamente su “La Domenica letteraria” nel 1882, poi nel 1883 fu raccolta nelle “Novelle Rusticane”. E’ ispirata ad un fatto storico, relativo all’approssimarsi, nel 1860, delle truppe garibaldine, quando i contadini di un piccolo paese, Bronte, alle falde dell’Etna, interpretando, a loro modo, il proclama di Marsala che incitava alla lotta antiborbonica, si convinsero che si stesse costituendo un nuovo ordine sociale. Sognarono di poter essere finalmente liberati dalla miseria, si ribellarono massacrando i possidenti e i borghesi. Per bloccare l’espandersi della rivolta in direzione non in sintonia con il progetto garibaldino, fu inviato nel paese Nino Bixio, luogotenente del generale, per soffocare la rivolta, fece subito fucilare, come esempio, alcuni ribelli. Gli altri furono rinviati al processo e subirono pesanti condanne, con cui pagarono il prezzo del sogno della libertà.

    Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: – Viva la libertà! – Come il mare in tempesta. La folla spumeggiava e ondeggiava davanti al casino dei galantuomini, davanti al Municipio, sugli scalini della chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciuola.

    – A te prima, barone! che hai fatto nerbare la gente dai tuoi campieri! – Innanzi a tutti gli altri una strega, coi vecchi capelli irti sul capo, armata soltanto delle unghie. – A te, prete del diavolo! che ci hai succhiato l'anima!

    – A te, ricco epulone, che non puoi scappare nemmeno, tanto sei grasso del sangue del povero! – A te, sbirro! che hai fatto la giustizia solo per chi non aveva niente! – A te, guardaboschi! che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo per due tarì al giorno! –

    E il sangue che fumava ed ubbriacava. Le falci, le mani, i cenci, i sassi, tutto rosso di sangue! – Ai galantuomini! Ai cappelli! Ammazza! ammazza! Addosso ai cappelli!

    Don Antonio sgattaiolava a casa per le scorciatoie. Il primo colpo lo fece cascare colla faccia insanguinata contro il marciapiede. – Perché? perché mi ammazzate? – Anche tu! al diavolo! – Un monello sciancato raccattò il cappello bisunto e ci sputò dentro. – Abbasso i cappelli! Viva la libertà! – Te'! tu pure! – Al reverendo che predicava l'inferno per chi rubava il pane. Egli tornava dal dir messa, coll'ostia consacrata nel pancione. – Non mi ammazzate, ché sono in peccato mortale! – La gnà Lucia, il peccato mortale; la gnà Lucia che il padre gli aveva venduta a 14 anni, l'inverno della fame, e riempiva la Ruota e le strade di monelli affamati. Se quella carne di cane fosse valsa a qualche cosa, ora avrebbero potuto satollarsi, mentre la sbrandellavano sugli usci delle case e sui ciottoli della strada a colpi di scure. Anche il lupo allorché capita affamato in una mandra, non pensa a riempirsi il ventre, e sgozza dalla rabbia. – Il figliuolo della Signora, che era accorso per vedere cosa fosse – lo speziale, nel mentre chiudeva in fretta e in furia – don Paolo, il quale tornava dalla vigna a cavallo del somarello, colle bisacce magre in groppa. Pure teneva in capo un berrettino vecchio che la sua ragazza gli aveva ricamato tempo fa, quando il male non aveva ancora colpito la vigna. Sua moglie lo vide cadere dinanzi al portone, mentre aspettava coi cinque figliuoli la scarsa minestra che era nelle bisacce del marito. – Paolo! Paolo! – Il primo lo colse nella spalla con un colpo di scure. Un altro gli fu addosso colla falce, e lo sventrò mentre si attaccava col braccio sanguinante al martello.

    Ma il peggio avvenne appena cadde il figliolo del notaio, un ragazzo di undici anni, biondo come l'oro, non si sa come, travolto nella folla. Suo padre si era rialzato due o tre volte prima di strascinarsi a finire nel mondezzaio, gridandogli: – Neddu! Neddu! – Neddu fuggiva, dal terrore, cogli occhi e la bocca spalancati senza poter gridare. Lo rovesciarono; si rizzò anch'esso su di un ginocchio come suo padre; il torrente gli passò di sopra; uno gli aveva messo lo scarpone sulla guancia e glie l'aveva sfracellata; nonostante il ragazzo chiedeva ancora grazia colle mani. – Non voleva morire, no, come aveva visto ammazzare suo padre; – strappava il cuore! – Il taglialegna, dalla pietà, gli menò un gran colpo di scure colle due mani, quasi avesse dovuto abbattere un rovere di cinquant'anni – e tremava come una foglia. – Un altro gridò: – Bah! egli sarebbe stato notaio, anche lui!

    Non importa! Ora che si avevano le mani rosse di quel sangue, bisognava versare tutto il resto. Tutti! tutti i cappelli! – Non era più la fame, le bastonate, le soperchierie che facevano ribollire la collera. Era il sangue innocente. Le donne più feroci ancora, agitando le braccia scarne, strillando l'ira in falsetto, colle carni tenere sotto i brindelli delle vesti. – Tu che venivi a pregare il buon Dio colla veste di seta! – Tu che avevi a schifo d'inginocchiarti accanto alla povera gente! – Te'! Te'! – Nelle case, su per le scale, dentro le alcove, lacerando la seta e la tela fine. Quanti orecchini su delle facce insanguinate! e quanti anelli d'oro nelle mani che cercavano di parare i colpi di scure!

    La baronessa aveva fatto barricare il portone: travi, carri di campagna, botti piene, dietro; e i campieri che sparavano dalle finestre per vender cara la pelle. La folla chinava il capo alle schiopettate, perché non aveva armi da rispondere. Prima c'era la pena di morte a chi tenesse armi da fuoco. – Viva la libertà! – E sfondarono il portone. Poi nella corte, sulla gradinata, scavalcando i feriti. Lasciarono stare i campieri. – I campieri dopo! – I campieri dopo! – Prima volevano le carni della baronessa, le carni fatte di pernici e di vin buono. Ella correva di stanza in stanza col lattante al seno, scarmigliata – e le stanze erano molte. Si udiva la folla urlare per quegli andirivieni, avvicinandosi come la piena di un fiume. Il figlio maggiore, di 16 anni, ancora colle carni bianche anch'esso, puntellava l'uscio colle sue mani tremanti, gridando: – Mamà! mamà! – Al primo urto gli rovesciarono l'uscio addosso. Egli si afferrava alle gambe che lo calpestavano. Non gridava più. Sua madre s'era rifugiata nel balcone, tenendo avvinghiato il bambino, chiudendogli la bocca colla mano perché non gridasse, pazza. L'altro figliolo voleva difenderla col suo corpo, stralunato, quasi avesse avuto cento mani, afferrando pel taglio tutte quelle scuri. Li separarono in un lampo. Uno abbrancò lei pei capelli, un altro per i fianchi, un altro per le vesti, sollevandola al di sopra della ringhiera. Il carbonaio le strappò dalle braccia il bambino lattante. L'altro fratello non vide niente; non vedeva altro che nero e rosso. Lo calpestavano, gli macinavano le ossa a colpi di tacchi ferrati; egli aveva addentato una mano che lo stringeva alla gola e non la lasciava più. Le scuri non potevano colpire nel mucchio e luccicavano in aria. E in quel carnevale furibondo del mese di luglio, in mezzo agli urli briachi della folla digiuna, continuava a suonare a stormo la campana di Dio, fino a sera, senza mezzogiorno, senza avemaria, come in paese di turchi.

    Cominciavano a sbandarsi, stanchi della carneficina, mogi, mogi, ciascuno fuggendo il compagno. Prima di notte tutti gli usci erano chiusi, paurosi, e in ogni casa vegliava il lume. Per le stradicciuole non si udivano altro che i cani, frugando per i canti, con un rosicchiare secco di ossa, nel chiaro di luna che lavava ogni cosa, e mostrava spalancati i portoni e le finestre delle case deserte.

    Aggiornava; una domenica senza gente in piazza né messa che suonasse. Il sagrestano s'era rintanato; di preti non se ne trovavano più. I primi che cominciarono a far capannello sul sagrato si guardavano in faccia sospettosi; ciascuno ripensando a quel che doveva avere sulla coscienza il vicino. Poi, quando furono in molti, si diedero a mormorare. – Senza messa non potevano starci, un giorno di domenica, come i cani! – Il casino dei galantuomini era sbarrato, e non si sapeva dove andare a prendere gli ordini dei padroni per la settimana. Dal campanile penzolava sempre il fazzoletto tricolore, floscio, nella caldura gialla di luglio. E come l'ombra s'impiccioliva lentamente sul sagrato, la folla si ammassava tutta in un canto. Fra due casucce della piazza, in fondo ad una stradicciola che scendeva a precipizio, si vedevano i campi giallastri nella pianura, i boschi cupi sui fianchi dell'Etna. Ora dovevano spartirsi quei boschi e quei campi. Ciascuno fra sé calcolava colle dita quello che gli sarebbe toccato di sua parte, e guardava in cagnesco il vicino. – quella dei galantuomini! – Il taglialegna brandiva in aria la mano quasi ci avesse ancora la scure.

    – Libertà voleva dire che doveva essercene per tutti! – Quel Nino Bestia, e quel Ramurazzo, avrebbero preteso di continuare le prepotenze dei cappelli! – Se non c'era più il perito per misurare la terra, e il notaio per metterla sulla carta, ognuno avrebbe fatto a riffa e a raffa! – E se tu ti mangi la tua parte all'osteria, dopo bisogna tornare a spartire da capo? – Ladro tu e ladro io –. Ora che c'era la libertà, chi voleva mangiare per due avrebbe avuto la sua festa come quella dei galantuomini! – Il taglialegna brandiva in aria la mano quasi ci avesse ancora la scure.

    Il giorno dopo si udì che veniva a far giustizia il generale, quello che faceva tremare la gente. Si vedevano le camicie rosse dei suoi soldati salire lentamente per il burrone, verso il paesetto; sarebbe bastato rotolare dall'alto delle pietre per schiacciarli tutti. Ma nessuno si mosse. Le donne strillavano e si strappavano i capelli. Ormai gli uomini, neri e colle barbe lunghe, stavano sul monte, colle mani fra le cosce, a vedere arrivare quei giovanetti stanchi, curvi sotto il fucile arrugginito, e quel generale piccino sopra il suo gran cavallo nero, innanzi a tutti, solo.

    Il generale fece portare della paglia nella chiesa, e mise a dormire i suoi ragazzi come un padre. La mattina, prima dell'alba, se non si levavano al suono della tromba, egli entrava nella chiesa a cavallo, sacramentando come un turco. Questo era l'uomo. E subito ordinò che glie ne fucilassero cinque o sei, Pippo, il nano, Pizzanello, i primi che capitarono. Il taglialegna, mentre lo facevano inginocchiare addosso al muro del cimitero, piangeva come un ragazzo, per certe parole che gli aveva dette sua madre, e pel grido che essa aveva cacciato quando glie lo strapparono dalle braccia. Da lontano, nelle viuzze più remote del paesetto, dietro gli usci, si udivano quelle schioppettate in fila come i mortaletti della festa.

    Dopo arrivarono i giudici per davvero, dei galantuomini cogli occhiali, arrampicati sulle mule, disfatti dal viaggio, che si lagnavano ancora dello strapazzo mentre interrogavano gli accusati nel refettorio del convento, seduti di fianco sulla scranna, e dicendo – ahi! – ogni volta che mutavano lato. Un processo lungo che non finiva più. I colpevoli li condussero in città, a piedi, incatenati a coppia, fra due file di soldati col moschetto pronto. Le loro donne li seguivano correndo per le lunghe strade di campagna, in mezzo ai solchi, in mezzo ai fichidindia, in mezzo alle vigne, in mezzo alle biade color d'oro, trafelate, zoppicando, chiamandoli a nome ogni volta che la strada faceva gomito, e si potevano vedere in faccia i prigionieri. Alla città li chiusero nel gran carcere alto e vasto come un convento, tutto bucherellato da finestre colle inferriate; e se le donne volevano vedere i loro uomini, soltanto il lunedì, in presenza dei guardiani, dietro il cancello di ferro. E i poveretti divenivano sempre più gialli in quell'ombra perenne, senza scorgere mai il sole. Ogni lunedì erano più taciturni, rispondevano appena, si lagnavano meno. Gli altri giorni, se le donne ronzavano per la piazza attorno alla prigione, le sentinelle minacciavano col fucile. Poi non sapere che fare, dove trovare lavoro nella città, né come buscarsi il pane. Il letto nello stallazzo costava due soldi; il pane bianco si mangiava in un boccone e non riempiva lo stomaco; se si accoccolavano a passare una notte sull'uscio di una chiesa, le guardie le arrestavano. A poco a poco rimpatriarono, prima le mogli, poi le mamme. Un bel pezzo di giovinetta si perdette nella città e non se ne seppe più nulla. Tutti gli altri in paese erano tornati a fare quello che facevano prima. I galantuomini non potevano lavorare le loro terre colle proprie mani, e la povera gente non poteva vivere senza i galantuomini. Fecero la pace. L'orfano dello speziale rubò la moglie a Neli Pirru, e gli parve una bella cosa, per vendicarsi di lui che gli aveva ammazzato il padre. Alla donna che aveva di tanto in tanto certe ubbie, e temeva che suo marito le tagliasse la faccia, all'uscire dal carcere, egli ripeteva: – Sta tranquilla che non ne esce più –. Ormai nessuno ci pensava; solamente qualche madre, qualche vecchiarello, se gli correvano gli occhi verso la pianura, dove era la città, o la domenica, al vedere gli altri che parlavano tranquillamente dei loro affari coi galantuomini, dinanzi al casino di conversazione, col berretto in mano, e si persuadevano che all'aria ci vanno i cenci.

    Il processo durò tre anni, nientemeno! tre anni di prigione e senza vedere il sole. Sicché quegli accusati parevano tanti morti della sepoltura, ogni volta che li conducevano ammanettati al tribunale. Tutti quelli che potevano erano accorsi dal villaggio: testimoni, parenti, curiosi, come a una festa, per vedere i compaesani, dopo tanto tempo, stipati nella capponaia – ché capponi davvero si diventava là dentro! e Neli Pirru doveva vedersi sul mostaccio quello dello speziale, che s'era imparentato a tradimento con lui! Li facevano alzare in piedi ad uno ad uno. – Voi come vi chiamate? – E ciascuno si sentiva dire la sua, nome e cognome e quel che aveva fatto. Gli avvocati armeggiavano, fra le chiacchiere, coi larghi maniconi pendenti, e si scalmanavano, facevano la schiuma alla bocca, asciugandosela subito col fazzoletto bianco, tirandoci su una presa di tabacco. I giudici sonnecchiavano, dietro le lenti dei loro occhiali, che agghiacciavano il cuore. Di faccia erano seduti in fila dodici galantuomini, stanchi, annoiati, che sbadigliavano, si grattavano la barba, o ciangottavano fra di loro. Certo si dicevano che l'avevano scappata bella a non essere stati dei galantuomini di quel paesetto lassù, quando avevano fatto la libertà. E quei poveretti cercavano di leggere nelle loro facce. Poi se ne andarono a confabulare fra di loro, e gli imputati aspettavano pallidi, e cogli occhi fissi su quell'uscio chiuso. Come rientrarono, il loro capo, quello che parlava colla mano sulla pancia, era quasi pallido al pari degli accusati, e disse: – Sul mio onore e sulla mia coscienza!

    Il carbonaio, mentre tornavano a mettergli le manette, balbettava: – Dove mi conducete? – In galera? – O perché? Non mi è toccato neppure un palmo di terra! Se avevano detto che c'era la libertà!...



    Nella novella Libertà non compaiono come protagonisti singoli individui, ma gruppi. Da una parte il “popolo”, dall'altra i “galantuomini”: quelli del paese (nobili, preti, farmacisti, notai, ecc.) e quelli di città (giudici, giurati) e i loro aiutanti (campieri, sbirri, guardaboschi). I singoli che emergono dai gruppi entrano in scena una volta sola e, principalmente, in qualità di membri tipici del gruppo di cui fanno parte. Ciò è tipico della narrazione realista verghiana. Dal punto di vista dell'enunciazione, come viene messo in atto questo meccanismo?

    Alternativas da questão 3394608
  18. Questão 898

    ID 3394583

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Linguagem Oral

    Ano: 2024 Banca: ITAME - Instituto de Consultoria e Concursos Órgão: Prefeitura Municipal de Baliza


    Samuel Heinicke criou um método de ensinar os “surdos-mudos” (termo por ele e seus seguidores utilizado) a falar mediante movimentos normais dos lábios. Atribui-se, portanto, a Heinicke o papel de ter sido um dos principais edificadores das bases da filosofia

    Alternativas da questão 3394583
  19. Questão 899

    ID 3394580

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assunto: Charge

    Ano: 2024 Banca: FEPESE - Fundação de Estudos e Pesquisas Socioeconômicos Órgão: Prefeitura Municipal de Chapecó


    Observe a charge abaixo:

    Na charge ilustrada, é correto inferir que:

    Alternativas da questão 3394580
  20. Questão 900

    ID 3394560

    Disciplina: Língua Portuguesa

    Assuntos: Sentido Conotativo, Figurado ou Metafórico

    Ano: 2024 Banca: IGEDUC - Instituto de Apoio à Gestão e Educação Órgão: Prefeitura Municipal de Garanhuns


    Julgue os itens a seguir.



    A LIBRAS inclui componentes pragmáticos que permitem aos usuários adaptar estruturas linguísticas a diversos contextos, englobando a produção de significados metafóricos, ironias e expressões não literais.

    Alternativas da questão 3394560
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